Quale modello usare
Per l'IMU si usa il modello F24 con la sezione «IMU e altri tributi locali», oppure l'F24 Semplificato, che raggruppa in un'unica sezione i dati del contribuente e del tributo. Entrambi sono accettati da banche e Poste e si possono pagare anche tramite home banking.
I dati della sezione IMU
Ogni riga della sezione va compilata con:
- codice ente/codice Comune: è il codice catastale di quattro caratteri del Comune in cui si trova l'immobile (per esempio F205 per Milano);
- codice tributo: 3912 per l'abitazione principale, 3918 per gli altri fabbricati, 3916 per le aree fabbricabili, 3925 e 3930 per gli immobili del gruppo D;
- numero degli immobili a cui si riferisce il versamento;
- anno di riferimento: l'anno d'imposta, non quello del pagamento;
- casella acconto o saldo, barrando entrambe in caso di versamento in unica soluzione;
- importi a debito versati, arrotondati all'euro.
Ravvedimento, immobili variati e più Comuni
Se stai regolarizzando un versamento tardivo, barra la casella «Ravv.» e indica su righe separate sanzioni e interessi con i codici tributo previsti. La casella «Immob. variati» segnala che nell'anno sono cambiate le situazioni degli immobili.
Se possiedi immobili in Comuni diversi puoi usare lo stesso F24 aggiungendo una riga per ciascun Comune: l'importo totale resta uno solo, ma la ripartizione tra gli enti è corretta.
L'errore più frequente
Sbagliare il codice catastale del Comune o l'anno di riferimento fa arrivare i soldi all'ente sbagliato o su un'annualità sbagliata: l'imposta risulta non versata e scattano gli avvisi. In questi casi si presenta un'istanza di rettifica del versamento al Comune.
Con Fisco F24 il modello viene precompilato con il codice catastale, il codice tributo e l'anno corretti, e se manca un dato obbligatorio l'F24 non viene generato: preferiamo bloccare invece di produrre un modello apparentemente valido.