In cosa consiste l'agevolazione
Per l'immobile concesso in comodato gratuito a un parente di primo grado — genitori e figli — la base imponibile IMU si riduce del 50% (art. 1, c. 747, lett. c, L. 160/2019). Non è un'esenzione: l'imposta si calcola normalmente, ma sulla metà della base imponibile.
I requisiti da rispettare tutti
L'agevolazione è subordinata a condizioni precise, che il Comune verifica:
- il comodatario deve essere un parente di primo grado (figlio o genitore) del proprietario;
- il contratto di comodato deve essere registrato presso l'Agenzia delle Entrate;
- il comodatario deve utilizzare l'immobile come propria abitazione principale, con residenza anagrafica;
- il comodante deve possedere, oltre a quello concesso in comodato, un solo altro immobile a uso abitativo in Italia, nel medesimo Comune, che utilizza come abitazione principale;
- l'immobile concesso non deve appartenere alle categorie di lusso A/1, A/8 e A/9.
L'obbligo dichiarativo
Il possesso dei requisiti va comunicato al Comune con la dichiarazione IMU, nei termini previsti. È l'adempimento che nella pratica fa perdere l'agevolazione a molti contribuenti: senza dichiarazione il Comune calcola l'imposta piena.
Conserva copia del contratto registrato e dei certificati di residenza: sono i documenti che ti verranno chiesti in caso di controllo.
Comodato o affitto a canone concordato?
Sono due agevolazioni diverse e non cumulabili sullo stesso immobile: il comodato dimezza la base imponibile, l'affitto a canone concordato riduce del 25% l'imposta (che si paga al 75%). Se stai valutando come destinare un immobile, conviene confrontare i due calcoli con i tuoi numeri reali.
Fisco F24 è uno strumento di supporto: verifica sempre la delibera del tuo Comune e le indicazioni dell'Agenzia delle Entrate prima di pagare.